Itinerario da Praiano a Castellammare di Stabia

Cosa vedere nei dintorni del nostro boutique hotel? Ecco un interessante ed appassionante itinerario da Praiano a Castellammare di Stabia che vi porterà alla scoperta di meravigliose località della Costiera Amalfitana e della penisola sorrentina. L’itinerario è lungo poco più di 50 chilometri ma può essere percorso anche a tappe.

La prima tappa dell’itinerario è Positano, una delle mete più suggestive non solo della costiera ma di tutta Italia. Così la descrisse il celebre scrittore statunitense John Steinbeck nel 1953: “È un posto da sogno che non vi sembra vero finché ci rimanete ma di cui si sente tutta la profonda realtà quando lo si lascia“. Basta una passeggiata tra le sue caratteristiche stradine a scala per venirne completamente stregati. Le case color pastello sono raccolte attorno alla Chiesa di Santa Maria Assunta, celebre per la splendida facciata, le pregevoli opere d’arte sacra e la cupola rivestita di maioliche gialle, verdi e blu. Oltre alla chiesa, si segnalano: il Museo Archeologico Romano, consistente principalmente nello scavo della villa romana del primo secolo; e le medievali Torri saracene.

Lasciata Positano si sale verso il crinale della penisola fino a Sant’Agata sui Due Golfi, piccolo borgo, frazione di Massa Lubrense, che deve il suo nome alla particolare collocazione geografica. Si trova infatti fra i golfi di Napoli e di Salerno. Il principale monumento del paese è la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, uno degli edifici religiosi più interessanti della zona. Al suo interno si possono ammirare parecchi quadri di buoni artisti ma l’opera di maggior pregio è senza dubbio l’altare maggiore in marmo e madreperla realizzato nel XVI secolo dallo scultore Dionisio Lazzari, uno dei principali esponenti del barocco napoletano. Merita una visita anche il Monastero di San Paolo situato sulla collina del Deserto, da cui è possibile godere di una magnifica vista panoramica.

La tappa successiva dell’itinerario è Sorrento, graziosa località famosa in tutto il mondo che dà il nome all’intera costa e penisola. La città, splendidamente descritta nella canzone “Torna a Surriento” del 1894, è ricca di storia, di leggende e di bei monumenti. Ha un centro storico vivace e colorato, in cui pullulano le botteghe che vendono i prodotti tipici dell’artigianato locale. Il cuore pulsante di Sorrento è la centralissima Piazza Tasso, costellata di bar e locali sui marciapiedi. Da visitare: la Cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo, risalente al X secolo ma ricostruita nel Quattrocento in forme rinascimentali, con un campanile d’influsso bizantino; e il Museo Correale di Terranova, in cui sono esposti reperti archeologici, dipinti, arredi storici e preziose collezioni di arti minori dei secoli XVI-XVIII.

Terminata la visita di Sorrento, l’itinerario prosegue nella città di Vico Equense, la più grande della penisola sorrentina. Posizionata su un promontorio roccioso, offre paesaggi incantevoli e un suggestivo centro storico, oltre ad un vasto patrimonio architettonico. Di notevole interesse è la Chiesa della Santissima Annunziata, ritenuta una delle più belle d’Italia. Fondata probabilmente nel XIV secolo, è ubicata su un costone alto circa 90 metri a strapiombo sul mare, da cui è possibile ammirare tutto lo splendore della costiera e del golfo di Napoli. È l’unico esempio di architettura sacra in stile gotico della penisola. Tra le altre cose da vedere ci sono: il Castello Giusso, sede di eventi e manifestazioni; e la Chiesa dei Santi Ciro e Giovanni, caratterizzata dalla vivace cupola maiolicata.

Infine, l’ultima tappa dell’itinerario è Castellammare di Stabia, erede dell’antica Stabiae distrutta dall’eruzione vesuviana del 79 d.C. La città, nota soprattutto per le sue antichissime terme, è ricca di testimonianze religiose, tra le quali spicca la Concattedrale di Maria Santissima Assunta e San Catello, che si presenta come un autentico scrigno di tesori. Da non perdere anche: la Reggia di Quisisana, costruita nel XIII secolo e che attualmente ospita un interessantissimo museo archeologico; e gli scavi di Villa San Marco e Villa Arianna. È dotata pure di funivia (solitamente attiva nei mesi primaverili ed estivi) che in pochi minuti raggiunge il monte Faito, ad oltre 1100 metri d’altezza, da dove lo sguardo spazia su tutto il golfo e la cerchia dei monti circostanti.