Rassegna teatrale “Scene d’Amalfi” all’Arsenale della Repubblica di Amalfi
Dal 22 gennaio al 1° marzo presso l’Arsenale della Repubblica di Amalfi è in programma la prima edizione della rassegna teatrale “Scene d’Amalfi“. Promossa dal Comune in collaborazione con le compagnie teatrali locali, propone un percorso tra i grandi classici del teatro napoletano, firmati da Peppino De Filippo, Eduardo De Filippo ed Eduardo Scarpetta.
Un dialogo continuo tra tradizione e contemporaneità dà vita a un teatro popolare e autentico, capace di alternare comicità e tensione drammatica. Attraverso una prospettiva tragicomica e spesso carica di intenti morali, il dialetto e il linguaggio napoletano più diretto e riconoscibile diventano strumenti per raccontare il quotidiano: la povertà, le aspirazioni del popolo, i legami familiari e le contraddizioni dell’ipocrisia sociale. Un teatro che affonda le sue radici nella Commedia dell’Arte, popolato da maschere emblematiche e personaggi caricaturali, e segnato dall’eredità di autori fondamentali come Scarpetta e i fratelli De Filippo.
Per chi non lo conoscesse, l’Arsenale della Repubblica di Amalfi è il monumento simbolo del glorioso passato della città nonché un raro esempio di architettura medievale civile. Situato a 10 chilometri dal nostro boutique hotel, era il cantiere navale dove i maestri d’ascia davano vita alle navi e alle galee della marina mercantile e da guerra. La prima menzione dell’edificio risale al 1059, quando compare in un documento con il termine di origine araba “àrsena” o “arsìna”. A partire dal XIII secolo fu indicato come “tarsienàtus”, versione latinizzata del nome, che nel Rinascimento evolse in “tarsinàle”. Nel periodo di massimo splendore, rappresentò un centro di intensa attività lavorativa. Con il progressivo declino della Repubblica Marinara di Amalfi, perse la sua funzione originaria e venne successivamente adibito a diversi usi, diventando un convento, un deposito e persino un’autorimessa per autobus di linea. Soltanto nel 1934, in seguito a un importante intervento di recupero, fu nuovamente aperto al pubblico; a questo fece seguito un restauro più recente e definitivo, che lo ha riportato agli antichi splendori.

Foto © Città di Amalfi