La Villa Romana di Positano apre al pubblico i nuovi scavi

L’area dei nuovi scavi della Villa Romana di Positano sarà aperta al pubblico entro la fine di settembre con l’innovativa formula del “cantiere trasparente”. L’apertura è stata annunciata dalla sindaca Gabriella Guida e dalla soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (ABAP) per le province di Salerno e Avellino Anna Onesti in occasione della 54esima edizione del Premio di danza “Léonide Massine”.

La visita si arricchirà quindi di una nuova tappa destinata non solo ai turisti ma anche alle attività didattiche. I reperti portati alla luce nel corso degli scavi verranno progressivamente presentati direttamente sul sito, permettendo ai visitatori di seguire da vicino le nuove scoperte.

I lavori, iniziati solo pochi mesi fa, hanno già restituito testimonianze di particolare interesse. Tra i primi ritrovamenti spicca un tratto di muro realizzato in “opus mixtum”, una tecnica edilizia caratterizzata dalla disposizione dei laterizi in verticale, che sta già suscitando l’interesse degli studiosi.

Situata al di sotto della Chiesa di Santa Maria Assunta, la Villa Romana di Positano fa parte del MAR Positano – Museo Archeologico Romano. Databile tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C., rientra nella tipologia della villa “marittima”, molto simile a quelle di Capri e alle numerose ville presenti lungo la costa. Già in epoca romana, infatti, la Costiera Amalfitana era considerata un’ambita meta di villeggiatura in cui dedicarsi all’otium e godere delle eccezionali bellezze naturali presenti.

La villa venne irreversibilmente danneggiata dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., quando erano ancora in corso interventi per riparare i danni causati dal terremoto del 62 d.C. La sua scoperta risale al 2003, durante alcuni lavori di restauro nella cripta della chiesa, che portarono alla luce le strutture della residenza. La presenza di resti antichi sotto la chiesa, tuttavia, era già documentata da tempo. Nella seconda metà del Settecento, Karl Weber, impegnato negli scavi borbonici, aveva infatti descritto un edificio con decorazioni ad affresco e mosaici. Secondo alcune ipotesi, la villa potrebbe essere appartenuta al liberto Posides Claudi Caesari, il cui nome sarebbe all’origine del toponimo Positano.

L’edificio conserva diversi elementi caratteristici delle residenze romane di epoca imperiale, tra cui spicca il ricco apparato decorativo. Particolarmente importanti sono gli affreschi del triclinium, ancora leggibili nei colori e nei dettagli, riconducibili al cosiddetto Quarto Stile, sviluppatosi intorno alla metà del I secolo d.C. Tra i reperti rinvenuti figurano inoltre decorazioni in stucco, pavimenti a mosaico, colonne e numerosi oggetti legati alla vita quotidiana.

Foto © MAR Positano – Museo Archeologico Romano