Il Parco Regionale dei Monti Lattari

Il Parco Regionale dei Monti Lattari è uno dei gioielli naturalistici e paesaggistici più importanti della Campania, dove le montagne scendono a picco sul mare creando uno scenario unico al mondo. Qui la natura si intreccia con la storia, le tradizioni locali e una rete di sentieri che permette di conoscere il territorio da prospettive sempre nuove. Per chi visita la Costiera Amalfitana, esplorare quest’area protetta significa scoprire un paesaggio più selvaggio e ricco di ambienti diversi, dove il profumo della macchia mediterranea incontra la brezza marina e i rilievi offrono panorami spettacolari.

Il territorio

Istituito nel 2003 per tutelare e valorizzare il patrimonio dei Monti Lattari, il parco copre una superficie di circa 16.000 ettari e abbraccia l’intera penisola sorrentino-amalfitana. Le sue vette più alte sono Sant’Angelo a Tre Pizzi, il Monte Faito, il Monte Finestra e il Monte dell’Avvocata.

L’area è fisicamente delimitata dal mare del Golfo di Salerno, dall’Agro nocerino-sarnese e dal mare del Golfo di Napoli e interessa ben 27 comuni: sulla Costiera Amalfitana Vietri sul Mare, Cetara, Tramonti, Maiori, Minori, Atrani, Amalfi, Scala, Ravello, Furore, Conca dei Marini, Praiano, Cava de’ Tirreni e Positano; nell’Agro Nocerino Angri, Nocera Inferiore, Sant’Egidio del Monte Albino, Pagani e Corbara; nella Penisola Sorrentina Vico Equense, Meta di Sorrento, Piano di Sorrento, Pimonte, Gragnano, Lettere, Agerola e Castellammare di Stabia.

I Monti Lattari costituiscono il prolungamento occidentale dei Monti Picentini e sono costituiti quasi interamente da rocce calcaree formatesi nel Mesozoico; le successive compressioni e i sollevamenti hanno modellato versanti ripidi e pareti rocciose, particolarmente evidenti sul lato amalfitano. La forte fratturazione delle rocce ha favorito inoltre i fenomeni carsici e la presenza di numerose grotte e sorgenti.

Il parco presenta quindi una morfologia molto varia, con valloni profondi, terrazze coltivate e rilievi che offrono punti di osservazione privilegiati sulla costa. È proprio questo continuo passaggio tra ambienti diversi a caratterizzare il paesaggio dei Monti Lattari e a renderlo interessante non soltanto dal punto di vista naturalistico, ma anche per chi vuole conoscere più da vicino la storia del territorio e il rapporto costruito nei secoli tra uomo e natura.

Flora e fauna

Il clima, la morfologia, la variabilità dei suoli e la loro esposizione determinano un paesaggio vegetale che può essere suddiviso schematicamente in tre gruppi. Vicino al mare e sui versanti più esposti crescono soprattutto carrubo e olivastro; salendo di quota prevalgono leccio, orniello, roverella, corbezzolo ed erica, mentre alle quote maggiori trovano spazio castagno, ontano, carpino, frassino e faggio. A questa vegetazione naturale si aggiungono i terrazzamenti realizzati dall’uomo per impiantare agrumeti e vigneti anche sui pendii più difficili.

Tra le specie vegetali più interessanti si segnalano la Woodwardia radicans, una felce arborea risalente al Cenozoico, che cresce nella Valle delle Ferriere, e la Pinguicula hirtiflora, una pianta carnivora estremamente rara, diffusa nel settore orientale del parco, che si nutre di piccoli insetti.

La fauna è altrettanto varia. Nei diversi habitat del parco trovano spazio numerose specie di uccelli, tra cui poiana, gheppio, falco pellegrino, gabbiano reale, corvo imperiale e passero solitario, mentre tra i mammiferi sono presenti volpe, donnola, faina e riccio, sebbene non sia facile incontrarli.

Vivere il Parco

Per gli amanti della vita all’aria aperta e delle escursioni, i Monti Lattari sono un vero e proprio paradiso terrestre. La rete escursionistica comprende itinerari molto diversi per lunghezza e difficoltà, dalle passeggiate più semplici ai percorsi destinati a escursionisti esperti. Il CAI Monti Lattari censisce oltre cento tracciati e permette di consultarne caratteristiche, lunghezza, dislivello e difficoltà.

Tra gli itinerari più belli e accessibili ci sono il Sentiero degli Dei, i percorsi del Monte Faito e del Molare, e la lunga passeggiata che esplora la Valle delle Ferriere e quella dei Mulini.

Alcuni itinerari permettono anche di alternare camminate nella natura alla scoperta dei borghi. I sentieri attraversano infatti un territorio profondamente abitato e modellato dall’uomo, dove antiche mulattiere, scalinate, terrazzamenti e piccoli nuclei abitati raccontano il modo in cui le comunità locali hanno imparato a vivere in un contesto caratterizzato da forti dislivelli.

E poi ci sono i panorami. Salendo lungo i sentieri, la prospettiva sulla Costiera Amalfitana cambia continuamente: Positano, Praiano, Amalfi e gli altri centri costieri appaiono dall’alto, mentre lo sguardo può spaziare sul Golfo di Salerno e, nelle giornate più limpide, arrivare fino a Capri e al Golfo di Napoli.

I sapori del Parco

La ricchezza dei Monti Lattari non si esprime solo attraverso il paesaggio, ma anche nei sapori unici di una tradizione enogastronomica secolare. Il legame profondo tra uomo e territorio ha dato vita a prodotti d’eccellenza, figli della pastorizia d’altura e dell’agricoltura eroica sui terrazzamenti.

In particolare, spiccano: il Provolone del Monaco DOP, formaggio semiduro a pasta filata con un leggero e piacevole retrogusto piccante; il fiordilatte di Agerola, spesso confuso con la mozzarella, da cui si distingue per il tipo di latte utilizzato, la consistenza e il basso rilascio di siero; il Limone Costa d’Amalfi IGP, noto pure come Sfusato Amalfitano per la sua caratteristica forma affusolata; e i vini DOC della Costiera Amalfitana.